Verità e falsi miti

Una mela al giorno toglie il medico di torno: ma è proprio vero?

Ricca di vitamine e sali minerali, di pectina che favorisce la digestione e di flavonoidi, anti-infiammatori naturali. La mela è il classico esempio di alimento con virtù nutrizionali e salutistiche. Ma cosa vuole dire che un cibo fa bene? E cosa prevede la normativa europea in merito?

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Una mela al giorno toglie il medico di torno” è uno dei proverbi più famosi e utilizzati quando si vuol far riferimento alla salute: ma quanto c’è di vero in questo detto? Innanzitutto occorre sottolineare che il rapporto fra alimentazione e salute è molto antico: già nel 200 a.C. Galeno ed Ippocrate, illustri medici greci, consigliavano l’assunzione di mele dolci durante i pasti per favorire la digestione, e di mele poco mature in caso di svenimenti o costipazione. Fu poi nel 1904 all’ inaugurazione dell’esposizione di St. Louis, l’allora direttore del “Missouri State Fruit Experiment” J.T. Stinson proclamò “Una mela al giorno toglie il medico di torno”.

L’affermazione non era certamente casuale. Una mela contiene infatti molte vitamine e sali minerali, come la vitamina C e il potassio. È anche ricca di pectina, una fibra alimentare importante per una buona digestione, e di flavonoidi, sostanze antinfiammatorie che hanno un effetto positivo sul sistema immunitario. Il componente più importante della mela è l’acqua con l’85%; per questo la mela è relativamente ipocalorica. È doveroso sottolineare che la maggioranza delle vitamine si trova nella buccia o direttamente sotto, per questo si consiglia di mangiare questo frutto senza sbucciarlo.
Nell’Unione Europea però i termini nutraceutico, alimento funzionale, alimento salutistico etc NON HANNO VALORE LEGALE E NON POSSONO ESSERE UTILIZZATI in quanto è vietato, sulle etichette degli alimenti, fare riferimento alla salute.

È infatti essenziale avere ben chiara la differenza fra alimento e farmaco:

– Alimento: ai fini del regolamento ( Reg. CE 178/2002, articolo 2 ) si intende per «alimento» (o «prodotto alimentare», o «derrata alimentare») qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani. Sono comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza, compresa l’acqua, intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento.

Farmaco: ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane; ogni sostanza o associazione di sostanze che possa essere utilizzata nell’uomo o somministrata all’uomo allo scopo di stabilire una diagnosi medica o di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando una azione farmacologica, immunologica o metabolica.
Nel dicembre 2006 avviene tuttavia una rivoluzione copernicana: il Reg CE 1924/24 stabilisce le regole per consentire ad alcuni alimenti di far riferimento a ”provati” effetti sulla salute. La Commissione Europea sin dal 2003 aveva rivelato l’intento di specificare rapidamente l’uso dei messaggi nutrizionali e salutistici in funzione di una maggiore tutela del consumatore ed anche al fine di dettare regole comuni nella promozione pubblicitaria di alimenti, per garantire la trasparenza all’interno del mercato comunitario.  Soprattutto in campo alimentare, è forte il richiamo all’importanza di un’alimentazione salutare attraverso esaltazioni pubblicitarie volte a comunicare il benessere che deriva dagli alimenti.

Il nuovo provvedimento incide in particolare sulla disciplina di quei messaggi che sono qualificabili come nutrizionali e salutistici.

I primi in sostanza sono quelli che affermano o suggeriscono o sottintendono che un alimento abbia particolari proprietà nutrizionali benefiche dovute ad un apporto o una mancanza nel prodotto di determinate sostanze nutritive o di altro tipo; ai claims salutistici, invece, fanno capo tutte quelle indicazioni che affermano, suggeriscono o sottintendono l’esistenza di un rapporto tra un ingrediente o una categoria di ingredienti, un alimento o uno dei suoi componenti da un lato e la salute dall’altro. Le indicazioni nutrizionali e sulla salute possono essere così impiegate nell’etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità dei prodotti alimentari immessi sul mercato comunitario solo se conformi alle disposizioni del regolamento. In particolar modo l’impiego delle indicazioni nutrizionali e sulla salute non può: a) essere falso, ambiguo o fuorviante; b) dare adito a dubbi sulla sicurezza e/o sull’adeguatezza nutrizionale di altri alimenti; c) incoraggiare o tollerare il consumo eccessivo di un elemento; d) affermare, suggerire o sottintendere che una dieta equilibrata e varia non possa in generale fornire quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive.
Un altro fattore importante è come si presenta l’alimento al consumatore: esso deve infatti essere in grado di fornire tutte le informazioni riguardanti la sicurezza alimentare e parametri di vario genere (provenienza, composizione, etc). Ad occuparsi di questo fondamentale aspetto è il regolamento (UE) n. 1169/2011 che consolida e aggiorna l’etichettatura generica di prodotti alimentari e l’etichettatura nutrizionale; il regolamento in oggetto è stato applicato a partire dal 13 dicembre 2014, salvo per l’articolo 9.1.l (etichetta nutrizionale) che entrerà in vigore dal 13 dicembre 2016; vengono in seguito riportati i punti più critici.
L’aspetto, la descrizione, le illustrazioni o l’esaltazione della presenza di certi ingredienti (anche se eliminati e/o sostituiti) non devono indurre il consumatore a credere che l’alimento abbia caratteristiche diverse da quelle che ha naturalmente. L’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza è obbligatoria. In tal modo non sarà più possibile utilizzare simboli, immagini o altro che possano far ritenere che un articolo alimentare sia italiano pur non essendo stato prodotto in Italia. Inoltre se il paese d’origine o il luogo di provenienza di un alimento è indicato nell’etichetta e non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario (farina, latte, etc.) si deve indicare obbligatoriamente il paese d’origine o il luogo di provenienza di tale ingrediente primario; oppure si deve specificare che il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario è indicato è diverso da quello dell’alimento.
Etichettatura nutrizionale
Secondo le nuove disposizioni (dal 13 dicembre 2016), la “dichiarazione nutrizionale” obbligatoria indicherà il contenuto energetico e le percentuali di ogni singola sostanza riportata.
Le unità di misura da usare nella dichiarazione nutrizionale sono per l’energia [kilojoule (kJ) e kilocalorie (kcal) e per la massa grammi (g), milligrammi (mg) e microgrammi (μg).
Tutte le informazioni dovranno essere espresse per 100 g o per 100 ml e potranno, inoltre, anche essere espresse in porzioni, purché sia riportata la quantità della porzione.
Il regolamento introduce l’obbligo dell’informazione nutrizionale per la maggioranza degli alimenti elaborati. Gli elementi da dichiarare obbligatoriamente sono:
valore energetico
grassi
grassi saturi
carboidrati
zuccheri
proteine e sale.
Non sono obbligati a presentare la dichiarazione nutrizionale:
i prodotti non trasformati che comprendono un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti;
i prodotti trasformati che sono stati sottoposti unicamente a maturazione e che comprendono un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti.
Sono pertanto esclusi i prodotti ortofrutticoli.

 

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