Food Focus

Carne rossa: favorisce davvero il tumore?

14 aprile 2016  •  Lin Shiyuan
Insaccati e bistecche sono stati inseriti nella lista dei cancerogeni della categoria 1. Questo non vuol dire che mangiarli ci fa venire il cancro, ma aumenta il rischio dell’insorgenza, che dipende dalla frequenza e dalla quantità consumata

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Nei mesi scorsi l’allarme dell’Oms sulla cancerogenicità di carne rossa e lavorata ha creato paure e conseguenze per il settore agroalimentare: ma quanto sono giustificate?

Molti di voi avranno sicuramente letto o sentito la notizia uscita pochi mesi fa riguardante la relazione tra il consumo di carne rossa o di carne trasformata con l’insorgenza del tumore.
Girando per il web o sfogliando sui giornali, troviamo scritto “Salsicce, prosciutto e carni rosse trattate sono cancerogeni”, “Carne rossa è la causa dei tumori” oppure “Allarme dell’OMS, carne lavorata fa venire il cancro”, ecc.
Questi titoli riportati sulla prima pagina dei giornali, fanno sembrare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia davvero lanciato un serio allarme. Il problema dei mass media di oggi è che enfatizzano eccessivamente le informazioni. Tutte queste informazioni non hanno solamente scatenato disagio e panico tra le persone, ma hanno avuto anche delle pesanti ricadute sull’economia del settore zootecnico, causato dalla riduzione improvvisa dei consumi di carne rosse e trasformate.

A dire la verità, questa non è una nuova notizia. Sicuramente molti di noi sanno già che la carne rossa e la carne lavorata hanno relazioni con l’insorgenza del tumore al colon-retto. Ma solo se consumata eccessivamente! Non solo. L’insorgenza di queste malattie è influenzata anche da altri fattori, tra cui lo stile di vita, il fumo, l’alcool, la sedentarietà, ecc.

Come abbiamo già detto, la notizia pubblicata dall’OMS ha suscitato allarme nell’opinione pubblica. Ma allora cosa intendeva dire l’OMS? Scopriamone il contenuto:
Per carne rossa si intendono le parti commestibili degli animali, appartenenti alla specie bovina, suina ovina, caprina, ecc. Mentre per carne trasformata ci si riferisce alla carne che ha subito delle trasformazioni quali salatura, stagionatura, fermentazione, affumicatura, o altri processi che migliorano il sapore o la durata della sua conservazione.

Dagli studi condotti dall’IARC, ovvero Agenzia dell’OMS che fornisce le linee guide riguardanti il rischio di sviluppo dei tumori per effetto di certe sostanze, la carne rossa e la carne trasformata sono state inserite nella lista dei cancerogeni della categoria 1, insieme a tutte quelle sostanze che, in base agli studi condotti, sono sicuramente cancerogene per l’uomo, tra cui anche il fumo e l’alcool.
Questo non vuol dire che mangiare una bistecca ci fa venire il cancro, ma aumenta il rischio dell’insorgenza, e, la probabilità e il tempo di insorgenza saranno condizionato dalla frequenza e dalla quantità consumata. Tra i fattori di rischio entrano anche le predisposizioni genetiche, lo stile di vita e l’alimentazione, il fumo e l’alcool, come abbiamo già precisato.

Basandoci su altri studi, si può invece affermare che la carne rossa possa far bene alla salute, contrariamente descritto dall’OMS, in quanto contiene proteine nobili ad alto valore biologico che sono fondamentali per lo sviluppo dei nostri tessuti, la vitamina B12 (che talvolta è carente nei vegetariani) e molti sali minerali, tra cui il ferro, utile per contrastare l’anemia.

Detto questo, ci sono ancora vari dubbi e scuole di pensiero per quel che riguarda la relazione tra il consumo di carne e l’effetto sulla salute. Sicuramente siamo certi di una cosa: mai consumarla eccessivamente.

 

Con la consuelenza di Filippo Rossi, ricercatore

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